Pubblicazioni

I miei libri:

L’ultimo sole di settembre – Romanzo pubblicato a novembre 2016

Dalla IV di copertina:

Candido Gioia, ruspante e ingenuo giovanotto calabrese trapiantato a Milano, riesce  faticosamente a trovare la sua strada all’ombra della Madunina. Colmo di buoni propositi, dopo tanti anni, torna nella sua terra per amore di una bellissima ragazza, ma si ritrova inconsapevolmente invischiato  in una tela malavitosa che rischierà di annientarlo. La vicenda si snoda in un ambito all’apparenza normale nel quale, però, non tarda ad emergere il marcio di fondo in un groviglio sempre più intricato fino all’inatteso epilogo. Giallo sui generis, dichiarato omaggio alla Calabria, terra aspra e generosa, l’opera di Nino Cervettini tratteggia uno spaccato contraddittorio di vita quotidiana. L’ultimo sole di settembre è un romanzo di impegno civile, di grande attualità considerato il particolare momento storico attraversato dal nostro Paese.

 

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L'irresistibile seduzione della memoria
L’irresistibile seduzione della memoria – Raccolta di racconti e poesie pubblicata a giugno 2014

 

Prefazione dell’autore

Non ci si pensa mai abbastanza ma, in fin dei conti, i ricordi sono una parte più che fondamentale della vita di un essere umano. Estremizzando per paradosso si potrebbe dire che essi siano, tout court, la vita stessa. Basti pensare a quello che succede a quei poveri cristi che, ammalandosi, perdono la memoria. È un po’ come se fossero già morti, involucri spaventati senza più contenuto. Le persone che erano prima non esistono più. Si sono perse, volatilizzate nei fumi della mente. Seguitemi nel ragionamento: il futuro non esiste, almeno fino al momento in cui non si materializza nel presente in un attimo fugace come una vampa di fuoco, un mostro distruttore che tutto trasforma subitaneamente in passato. Anche un attimo fa nel momento in cui lo pensiamo si è già tramutato in passato. È un fatto. Certo, ineluttabile. I vari momenti dell’esistenza si mostrano al presente come se andassero a finire in una voracissima fornace e quel che rimane è la cenere del passato. Il passato è una delle poche cose concrete nella vita di ciascuno. Ci caratterizza, nelle varie esperienze personali con le quali l’abbiamo sperimentata, come delle vere e proprie impronte digitali e in larga parte dice di noi anche quel che diventeremo. Sosteneva Tucidide che bisogna conoscere il passato per immaginare il futuro. È una riflessione che mi sento di condividere in pieno. Guardare indietro non per stucchevole nostalgia, non per istinto retrogrado ma perché sapere chi siamo stati ci aiuta a capire chi siamo e ci dà una prospettiva favorevole per prefigurare chi saremo.

ovvero: mi sentu chi non campu sempri.